Anche se nel calcio siamo abituati a conteggiare gli anni per stagioni sportive e non per anni solari, il 31 dicembre è una data importante anche per noi. Perchè chiude, simbolicamente, la seconda parte della stagione precedente e la prima dell’attuale: diviene così più efficace tracciare il bilancio, potendo ragionare col cuore e con la testa come se fossimo su “due anni”. 

Inutile ricordare quanto il 2015 sia stato un anno denso per i nostri colori. Un anno indimenticabile per i trionfi con la riconquista della Lega Pro sul campo e, allo stesso tempo, per la dolorosa rinuncia della società all’iscrizione al campionato. Un anno che ha visto chiudersi un’era intensa, storica e di vittorie e che ha dato il via ad un nuovo percorso, un percorso che sta lavorando con forza e sacrifici enormi (nostri e di tutti i mister, dirigenti, collaboratori che ci hanno dato fiducia e ci aiutano: per loro il “grazie” è sempre poco) per dare al calcio castiglionese non soltanto un rinnovato futuro di successi ma, soprattutto, una autonomia territoriale, formativa, educativa ed un senso di appartenenza e di orgoglio radicato come non mai.

Abbiamo scelto un motto importante per ripartire: Post fata resurgo, “dopo la morte mi rialzo”: parole-simbolo, tra gli altri, della Fenice e del suo rinascere dalla ceneri. Un’immagine forte che simboleggia quanto si creda con amore e con caparbietà al futuro dei nostri ragazzi e della nostra terra.

I ragazzi, sì: perchè è dalla loro carica, dalla loro passione, dalla loro infinita voglia che ripartiamo. E’ da tutto questo che stiamo costruendo delle nuove fondamenta: delle fondamenta che abbiano, dentro di sè, un profondo amore per la storia di questa società, per la maglia che si indossa la domenica, per i campi in cui si allena, per il simbolo della città che si porta sul petto e per i tifosi che, qualsiasi sia la categoria e l’avversario, ci sono sempre. Questo è il lavoro più bello e, allo stesso tempo, più difficile che stiamo portando avanti: far sì che ognuno dei nostri ragazzi porti dentro il cuore, in testa e nelle vene l’amore per lo sport praticato e per la propria squadra. L’FC Castiglione non deve essere, per loro, solo un impegno o un passatempo, ma deve diventare senso di appartenenza, amore e rispetto, simboleggiando l’insieme etico dei valori che portiamo avanti ogni giorno. Come fa dire la scrittrice francese Marguerite Yourcenar all’imperatore Adriano nel suo romanzo ‘Memorie di Adriano’: “mi sentivo responsabile della bellezza del mondo”. Ecco, che i ragazzi si sentano responsabili del “bello” che producono quotidianamente con i propri gesti, sportivi e non. E che lo facciano sempre pensando di avere cucito sul petto, ad altezza cuore, il simbolo della nostra città, il nome della nostra società ed il nostro motto di “resurrezione”.

Buon 2016 a tutti, di vero cuore. Che sia all’altezza dei vostri sogni migliori.

Grazie.

Il presidente Ernesto Valerio