Il “problem solving” è una della caratteristiche più richieste all’uomo “di oggi”, in azienda quanto nella vita di tutti i giorni: saper rispondere bene, e prontamente, ad una problematica improvvisa o strutturata, e dare una soluzione duratura nel tempo. Nel calcio, tale compito è demandato al dirigente: più che un team manager, più che un “papà aggiunto”, metà psicologo e metà mister. Insomma, una serie di “skills” (per restare in metafora) importanti e necessarie al corretto svolgimento del proprio compito. Luca Cavicchioli è un dirigente che di skills ne ha tante, come tanta è l’esperienza di campo che ha accumulato negli anni, tanto da farne uno dei dirigenti più stimati, benvoluti ed accreditati del calcio mantovano. Abbiamo voluto chiacchierare con lui, questa volta, per la nostra rubrica “intervista del mese”. Ecco cosa ci ha detto!

Quando è iniziata la tua passione per il calcio? Da ragazzo o è una cosa che “hai imparato” da adulto, con i tuoi figli? 
La passione per il calcio è nata sin da piccolo: giocando in porta ho militato nelle giovanili dell’allora AC Castiglione partendo dagli Esordienti fino agli Under 21 regionali. Successivamente, a partire dai 18 anni, ho continuato militando per 3 stagioni nell’Ac Calvina Sport, vincendo il campionato di Prima Categoria nel 1986/87 da giovane secondo portiere e gli ultimi tre anni li ho trascorsi a Leno facendo una stagione di Terza e due di Seconda Categoria. Ho continuato col calcio a 7 fino alla fine anni ’90. Successivamente ho iniziato ad approcciarmi al calcio da accompagnatore, da “allenatore dei piccoli”, nonchè “consigliere” dei giovani portieri, in primis i miei figli, fino ai giorni nostri.
Quanto è importante, nella costruzione di un gruppo di ragazzi, la figura di un dirigente accompagnatore? 
Il dirigente, a mio avviso,  deve essere discreto ma deciso, deve saper interpretare le espressioni ed i mugugni  dei ragazzi, sdrammatizzare le situazioni difficili e confortare alla bisogna, una sorta di “consigliere a chiamata”.
Qual è il tuo rapporto con i mister? Ti piace consigliare anche sulla parte tecnica, da vice allenatore, o preferisci seguire “solo” gli aspetti da team manager?
Venendo “dal campo” ogni tanto mi “permetto” di dire la mia. Nell’ultimo periodo poi, per questioni di forza maggiore, mi sono cimentato nel difficile ruolo dell’allenatore, cosa che mi è anche piaciuta ma che lascio volentieri ad altri tecnicamente più preparati. L’esperienza fatta in panchina in prima persona è durata tre mesi nei quali ho cercato di assecondare i ragazzi spiegando loro che, oltre al gesto tecnico, è importante l’aspetto mentale, la lucidità nel fare le cose semplici ed essenziali ed, in primis, utili alla squadra.
Ed ora, “l’angolo curiosità”: che squadra tifi e qual è il tuo calciatore, di sempre, preferito? 
Milanista dalla nascita, innamorato del calcio di Sacchi, ritengo Marco Van Basten l’emblema dell’intelligenza, eleganza e concretezza calcistica.
Concludiamo facendoti inviare un saluto ai tuoi ragazzi 2003 e a tutto il mondo FC Castiglione. 
Un ringraziamento ai ragazzi del 2003 che ho “accompagnato” in questi anni di loro crescita, soddisfatto per quello che hanno fatto in campo, non ultimo il quarto di finale del campionato provinciale dal quale siamo usciti a testa alta. Sono sicuro che saprete farvi valere perchè siete dotati di senso tattico e spirito di sacrificio. Un ringraziamento anche al gruppo dei 2004 che ci ha sostenuti nei momenti di difficoltà. Un “in bocca al lupo” per il Vostro futuro da calciatori e da studenti (mi raccomando lo studio ragazzi, lo studio). Un ringraziamento alla società tutta per la passione dimostrata nel voler portare avanti un progetto che veda i nostri giovani “FUTURI PROTAGONISTI” del nostro GRANDE CASTIGLIONE che sta tornando a ruggire. Un saluto affettuoso a tutto il team dell’FC Castiglione.